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per la politica della differenza sessuale

Ecopoesia e politica delle relazioni

Resoconto dell’Incontro del 30 Aprile 2016

a cura di  Vilma  Filisetti

L’appuntamento per la presentazione di Ecopoesie  nello spazio-tempo di Ivana Trevisani Bach organizzato da Eredibibliotecadonne con l’Associazione Culturale Il Labirinto era fissato per le 18, ma già mezzora prima la sede di Via Famagosta era insolitamente animata: chi sostava nella piazzetta con piante verdi e fiori che dà sulla strada chiacchierando, chi entrava e con stupore scorreva le cose belle appese alle pareti o appoggiate su mobili semplici ma dal sapore antico, chi guardava colpita i bianchi, bassi soffitti a grotta elogiando la vista che si gode dalla saletta delle riunioni affacciata sul porto e sulla Torretta, chi ancora si dava da fare in cucina accogliendo e predisponendo le varie, colorate e profumate vivande preparate dalle organizzatrici e dalle amiche per il momento conviviale da condividere al termine della conversazione.

Poi, alla spicciolata, ecco arrivare alcune artiste savonesi già in relazione con le Eredi per la collaborazione con il blog e in vista della mostra “Il segno femminile” programmata per i primi di giugno e a seguire amiche già conosciute da Ivana e altre interessate al tema dell’ecopoetry; pochi gli uomini presenti, sostanzialmente i compagni e gli amici di sempre.

Giungevano infine, gradite ospiti ma a sorpresa ( in città si svolgeva contemporaneamente un’iniziativa politico-elettorale con nomi di calibro nazionale) la Sindaca, l’Assessora e la Consigliera del Comune di Vado Ligure. Con loro si è nel tempo consolidata una fattiva collaborazione per una serie di iniziative legate dal filo comune della riflessione sull’agire politico delle donne e sul ruolo che esse possono esercitare con le proprie competenze nel riscrivere la politica e la convivenza nella società; la loro visita ha rappresentato per noi la conferma che andiamo nella giusta direzione della relazione e del dialogo tra donne come momento prioritario della nostra  pratica politica.

Pian piano si prende posto: quasi tutte le sedie sono occupate, al centro vi è lo schermo su cui scorreranno immagini e scritti, da un lato siedono le protagoniste, Ivana e Silvia.

Si inizia. Betti Briano fa gli onori di casa da parte delle Eredi e del Labirinto; poche cose essenziali e chiare per introdurre Ivana Trevisani e l’argomento in programma, lo stimolante abbinamento ecologia-poesia: com’è nata l’idea, l’incontro per la presentazione, la scansione e l’ordine degli interventi.

Ivana da il via al suo discorso sull’ecopoetry, parlando dell’importanza che questa ha assunto all’estero e di come lentamente si faccia conoscere anche in Italia. Dice che in realtà l’uomo ha sentito da sempre il bisogno di esprimere il suo rapporto con la natura e l’ambiente che lo circonda attraverso la scrittura, l’arte, la filosofia, ma diversi sono stati gli approcci e le sensibilità a seconda delle epoche storiche e presenta quindi un sintetico ma efficace excursus di tali rappresentazioni, da Lucrezio a San Francesco a Giordano Bruno passando per l’Illuminismo e la modernità fino ad arrivare ai giorni nostri, in un mondo ormai globalizzato, sempre più complesso e centrato sul consumo e sullo sfruttamento scomposto degli animali e dell’ambiente. Sullo schermo intanto scorrono immagini e concetti, pensieri e didascalie.  Restiamo affascinate da questo argomento per gran parte di noi nuovo e originale che ci prende e ci fa riflettere.

Al termine vengono lette due poesie significative di Ivana: parole taglienti, forti e commoventi, nelle quali gli animali appaiono non solo e ovviamente come esseri viventi ma come gli “ultimi” e i più deboli sulla Terra, da proteggere dalle crudeltà e dalle violenze.

Prende la parola Silvia Aonzo per dire come intende condurre la presentazione del libro Ecopoesie nello spazio- tempo  e dà conto della chiave di lettura da lei usata, sia per la scelta delle poesie sia per il commento che seguirà: il sentire, l’emozione e lo sguardo femminile sarà la linea di conduzione.

Maria Luisa Buonaccorti, la Presidente de “Il Labirinto” legge magistralmente le poesie dando vita di volta in volta ad animali, paesaggi, alberi ed evocando insieme stati d’animo, sentimenti e misteri. Maria Luisa recita le poesie con competenza e passione, a lei un ringraziamento particolare.

Silvia riprende, interpreta, gioca con le immagini e dà un senso nuovo ai versi sottolineandoli e filtrandoli attraverso la sua sensibilità; approfondisce suggestioni e spunti con citazioni di filosofe, letterate e con pensieri di donne. Tra una poesia e l’altra parla anche della maternità surrogata, argomento scottante che ha occupato la scena pubblica in occasione dell’approvazione da parte del Parlamento della legge sulle unioni civili, affermando che la maternità non può essere comprata, venduta o surrogata. A tal proposito viene annunciato un incontro aperto di discussione sul tema sempre presso “Il Labirinto” per  il 21 aprile.

Il pubblico ascolta attento sottolineando il gradimento delle poesie e del commento con applausi.

Al termine qualcuna rivolge domande a Ivana che risponde con grande precisione. Un’amica venuta da Torino ringrazia per l’incontro dichiarando di averlo trovato interessante e coinvolgente  perché impostato in maniera inconsueta, da un“ punto di vista femminile”.

Finisce la prima parte dell’incontro tra saluti e ringraziamenti, poi ci si sposta nella saletta dov’è già pronto il buffet da consumare tra una chiacchiera e l’altra; si torna sui temi trattati nella presentazione, sugli animali che amiamo, sui cibi e sulle ricette, su di noi, su come stiamo e sul tempo che passa. Siamo tutte soddisfatte per la riuscita della serata, per la buona atmosfera durante la presentazione e nel momento conviviale: espressioni gioiose nelle parole e nei rapporti tra le persone. Anche questa è politica.

Questi alcuni commenti testuali di amiche partecipanti all’incontro:

“alla presentazione di sabato Silvia ha messo nelle sue parole mente e cuore …” oppure “devo dire che sono rimasta colpita dal clima di festosità e benessere che abbiamo registrato sabato scorso, quasi fosse arrivato un raccolto abbondante dopo una semina faticosa e incerta…”  come anche da parte delle amministratrici  “… ci date forza e motivazione per rivedere e superare la politica quotidiana in amministrazione sempre centrata sui modelli maschili …”

L’espressione che meglio riassume il pensiero conclusivo delle Eredi è  “E’ stata una gran bella giornata, tutto è andato per il meglio … hanno cominciato a trovare rispondenza le nostre ipotesi politiche …”. Sono convinta che la riuscita di un evento, sia esso ad impronta culturale, artistica, politica o altro, si manifesti come la felice mescolanza e armonia delle istanze che lo ispirano e agiscono in esso. Quel pomeriggio si è realizzata l’alchimia che ha tramutato gli elementi fatti di sostanza, contenuti e  riflessioni con lo star bene e far festa, nell’oro della nostra politica: partire da sé, costruire relazioni e affidarsi ad altre donne per mettere le premesse di un circolo virtuoso di crescita e cambiamento.

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2 commenti su “Ecopoesia e politica delle relazioni

  1. Eco-formazione
    11 giugno 2016

    ringrazio Vilma per questo dettaliato e approfondito resoconto che conseverò fra i miei ricordi più cari e significativi.
    Ringrazio, inoltre, tutte le amiche del Labirinto per l’accoglienza affettuosa e per le nuove e promettenti relazioni amicali che hanno saputo creare.
    Abbraccio tutte e resto a disposizione per le vostre iniziative
    M. Ivana Trevisani Bach

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    • Vilma Filisetti
      18 giugno 2016

      Grazie a te Ivana,
      anche noi ci siamo arricchite di una preziosa conoscenza, delle tue competenze e dei tuoi interessi che coltiveremo nel tempo.
      Con affetto
      Vilma Filisetti

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Questa voce è stata pubblicata il 11 giugno 2016 da in donne con tag , , .
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